Senza categoria

Analogico, digitale…o tutti e due? La terza scelta

Per la cronaca, i multimetri si suddividono in due macro-categorie: analogici e digitali. Ultimamente si assiste a una crescita esponenziale dei secondi, preferiti anche nelle vendite, che stanno scalzando i modelli tradizionali analogici perché più precisi e immediati nella rilevazione del dato, ma anche gli altri mantengono stoicamente la loro fetta di mercato, anche perché costando di meno continuano a fare breccia fra i clienti. I tester analogici sono contraddistinti da un ago, tipo quello della bussola, che si sposta sulla scala di un rilevatore graduato che consente la lettura dei dati relativi alle misurazioni. Questo sistema, piuttosto antico e rudimentale, espone lo strumento a errori di calcolo nettamente superiori a quelli che possono verificarsi con l’uso di un modello digitale, che in teoria dovrebbe essere esente da errori significativi.

I tester provvisti di display elettronico su cui controllare i dati delle rilevazioni consentono di visualizzare dati impeccabili per precisione e affidabilità. In questo senso i multimetri digitali hanno una marcia in più rispetto ai vecchi modelli analogici. I tester digitali hanno in più la possibilità di mostrare tre o più cifre di ogni misurazione, distinguendosi in questo dai più approssimativi omologhi analogici. Fra i due si può scegliere un terzo apparecchio, un multimetro in possesso di entrambe le funzioni, analogica e digitale, che spilucca il meglio dall’una e dall’altra tipologia. Proprio la precisione è la nota dolente di questi apparecchi, chiamati a fornire dati precisi. In questo senso l’acquisto dovrà orientarsi su quei modelli, che meglio di altri sono in grado di limitare i margini di errore. Per avere cognizione di quali siano si può fare riferimento a fonti affidabili e verificate, fra tutte il sito dedicato www.guidamultimetro.it.

Ma anche le recensioni possono fornire utili info fra le righe, descrivendo per mano degli stessi clienti, i pro e contro del prodotto. Il dato che riguarda il grado di precisione dei dati trasmessi dal tester è detto percentuale della misura. Come valutarlo? In genere, un dato di precisione dell’1 per cento indica che, qualora si ottenga un risultato di 100 volt, nella realtà il dato corrisponde fra 99 e 101 volt secondo la classificazione della scala di valori riferita al prodotto.